Dalla Silver Economy al sistema sanitario diffuso

La Liguria ha una delle popolazioni più vecchie d’Europa. Dobbiamo pensare a un modello di Sanità che sappia rispondere ai bisogni dei più anziani. Dobbiamo essere consapevoli inoltre che la Silver Economy può diventare un’occasione di lavoro per i giovani. Il nostro obiettivo è migliorare e ottimizzare l’operatività del sistema Sanitario Regionale mettendo al centro la qualità delle cure. Per questo abbiamo bisogno di razionalizzare l’organizzazione e il funzionamento delle strutture e dei dipartimenti sul territorio. Per questo è necessario investire nelle loro dotazioni tecnologiche, riorganizzare i punti nascita, dipartimenti interaziendali e accorpare centrali operative e alcune tecnostrutture aziendali come laboratori di analisi e centri trasfusionali. Questo significa risparmiare risorse senza vedere ridotte le speranze di un servizio assistenziale di qualità.

Un sistema sanitario diffuso, capace di dare nuova centralità al medico di famiglia, può valorizzare il grande patrimonio di competenze e passione che vi è all’interno delle piccole strutture sanitarie della nostra regione. Le nostre comunità hanno bisogno di un sistema diffuso di sanità capace di garantire alti livelli di assistenza tanto nelle città quanto nei piccoli paesi dell’entroterra. Per questo riteniamo necessario trasferire risorse e competenze dagli ospedali alle strutture sul territorio e ai medici di famiglia . Lavoriamo per un sistema sanitario più vicino e accessibile al cittadino, fatto di medici e professionisti sanitari che hanno a cuore il proprio ruolo nella comunità e le speranze dei loro pazienti.

Abbiamo una nuova visione delle RSA e dell’assistenza sanitaria per la Terza Età: vogliamo fare delle RSA un perno fondamentale all’interno del sistema sanitario della nostra regione che conta una delle popolazioni dall’età media sempre più più alta e con un’incidenza delle malattie croniche in costante aumento Abbiamo il bisogno di superare l’idea tradizionale di «casa di riposo» per realizzare una visione nuova di queste strutture come luoghi dove è possibile attuare modelli assistenziali innovativi e immaginare soluzioni tecnologiche. Solo così potremmo realizzare un modello assistenziale della Terza Età che sappia mettere al centro il benessere e le speranze degli anziani e delle loro famiglie.